Da Miami a San Diego o dall’Atlantico al Pacifico in moto attraverso 12 Stati e 8 Parchi Nazionali

Spazi sconfinati, immense praterie, altipiani deserti, montagne rocciose e paesaggi mozzafiato hanno sempre suscitato un fascino e un’attrazione particolare nel viaggiatore on the road. Fascino al quale né Paolo né io siamo rimasti immuni. Contagiati dall’idea di un viaggio in moto attraverso gli Stati Uniti sin dal primo momento in cui ne abbiamo parlato.

E’ stato proprio grazie al nostro incontro che sono riuscita a realizzare quello che era un mio sogno sin da quando ragazzina mi perdevo tra le pagine di On the road e mi immaginavo tra i paesaggi descritti. Un Coast to Coast in moto.
Era novembre quando abbiamo iniziato a fantasticare su questa avventura e per fine gennaio avevamo già fissato la partenza.
Giusto il tempo per organizzarci. 3 mesi di viaggio, 90 giorni in giro per gli Stati Uniti (questo è il limite di validità massima del visto turistico). Citta’ di partenza Miami, citta’ di arrivo, per il momento, un posto qualsiasi della costa ovest in California.

3 mesi freddi, questo voleva dire in moto, una route il piu’ a sud possibile quasi al confine con il Messico, cosi’ ci eravamo detti prima di partite. Viaggiare lungo rotte non abituali e frequentate era l’aspetto piu’ saliente e affascinante del viaggio, percorrere stradine sperdute sostare in paesini dimenticati e sconosciuti, scoprire le usanze, le abitudini ed immergersi nella vita del posto, evitare le freeway (autostrade a 6/8 corsie dove auto, moto e 18 wheels hanno lo stesso limite di velocità ed è consentito superare ovunque e quando devi uscire ti butti a destra pregando che non sopraggiunga un gigante della strada proprio in quel momento) poco piacevoli e sicure per una moto carica e con passeggero.

Per organizzare tutto, cioè il minimo indispensabile, ci è bastato meno di un mese, aereo andata e ritorno, assicurazione medica infortuni indispensabile in America (soprattutto per un viaggio in moto), carta di credito e qualche centinaio di dollari in contanti, uno sguardo su internet per cercare qualche ostello per i primi giorni a Miami e per ultimo, ma non meno importante, uno sguardo alle moto in vendita nei concessionari e rivenditori della citta’. Internet si e’ dimostrato un utilissimo strumento sia per la ricerca dell’ostello che per la moto.

Il primo l’abbiamo trovato nella zona più caratteristica e mondana della citta la penisola di South Beach, un ostellino senza troppe pretese a pochi passi dalla rinomata Ocean Drive e dall’Oceano.
La seconda e’ stata lei a trovarci, una Honda Shadow 600 usata che i primi di gennaio avevamo visto in vendita su uno dei tanti siti visitati, ma che non avrei mai sperato a distanza di quasi un mese di trovare ancora la’ ad aspettarci in un angolo di un rivenditore in periferia, Moto Connection.

E’ stato amore e intesa a prima vista ed e’ diventata subito nostra, in America comprare una moto o un auto anche per un turista e’ semplice e veloce. Tra le moto che avevamo visto era quella che piu’ si adattava alle nostre esigenze. Bassa, sellino comodo lungo e poggia schiena imbottito, un motore affidabile e resistente fatto per macinare miglia. Era del 2003 ma era stata ritirata da un incidente, sistemata e reimmatricolata (in America le moto ricostruite vengono, per distinguerle dalle originali, reimmatricolate, Rebuilt) per questo l’avevamo pagata compresa di targa 3100 $. Avevamo finalmente la nostra moto. Ero sicura che ci avrebbe condotti senza problemi dove volevamo arrivare, senza tradimenti e senza delusioni. Riponevo in quella moto tutte le speranze per la riuscita di questo viaggio.
[nextpage title=”Da Miami a New Orleans”]
Qualche giorno ancora a Miami mentre i meccanici di Moto Connection ci preparavano la moto e i documenti e noi ci preparavamo al viaggio.
Miami e’ una citta’ viva, frizzante, colorata e multietnica, immensa, in piena evoluzione, in costruzione e cambiamento un cantiere unico, in preda a una frenesia edificabile. Si respira un’aria caraibica a South Beach, questa penisola a est del centro è collegata da numerosi ponti alla citta’. Piu sud americana che americana e’ la via d’accesso per gli scambi con il sud America, ed è influenzata molto da queste culture con cui è in costante contatto.
D’obbligo una visita a Key West, punto più a sud degli Stati Uniti, attraversando le Florida Keys, isolette a sud di Miami collegate l’una altra da un lunghissimo ponte sull’acqua, partenza o arrivo della famosa U.S. Route number 1.

L’interesse per la citta’ tuttavia si andava affievolendo sempre di piu’ mentre cresceva la voglia di partire, ormai mentalmente eravamo gia’ in viaggio e le nostre priorita’ erano altre rispetto a qualche giorno prima, ridurre il bagaglio al minimo era pura necessita’, qualche pezzo di ricambio non troppo pesante e ingombrante come candele, filo frizione, qualche bullone, chiavi inglesi, una latta d’olio di scorta, delle cartine dettagliate indispensabili e dei quadernetti, scoperti cosi’ per caso, molto utilizzati da viaggiatori, camionisti e rappresentanti con coupon sconto per motel, hotel e ristorantini sia appartenenti a catene come super 8 o motel six che a conduzione famigliare, quadernetti che si trovano gratuitamente nei fast food o nei punti di informazione turistica.
La moto era pronta finalmente, soprannominata Justin da just in bike, dotata di poggia schiena e borse laterali di pelle nera da veri bikers on the road e una targa provvisoria. Siccome per avere la targa originale avremmo dovuto aspettare quasi un mese avevamo deciso di partire con la targa provvisoria e di farci spedire quella originale. Dopo varie rinunce sull’abbigliamento, incastri e compromessi avevamo sistemato una borsa sul parafango posteriore fissata con elastici al poggia schiena, uno zaino sulle mie spalle, le borse laterali erano piene all’inverosimile e la macchina fotografica a tracolla sempre pronta all’uso.

Era arrivato il momento di partire. Erano gia’ trascorse due settimane dal nostro arrivo in America. Ci siamo lasciati Miami alle spalle nel pomeriggio di quel quattordicesimo giorno dopo aver salutato i nostri amici di Moto Connection con la promessa che ci saremmo rivisti inevitabilmente prima di ripartire per l’Italia, il volo di ritorno era da Miami e oltretutto gli avevamo lasciato un bagaglio al quale per ragioni di spazio avevamo dovuto rinunciare.
Mentre ci allontanavamo verso nord, il profilo dei grattacieli della citta’ riflesso nello specchietto retrovisore diventava sempre piu’ piccolo e sbiadito e Si acquistava la consapevolezza di non essere piu’ solo turisti, ma parte attiva di un viaggio sognato e conquistato, eravamo diventati viaggiatori, con una moto americana con targa americana che si spostava in un territorio che non aveva per noi confini nel quale eravamo liberi di muoverci e di esplorare. Avevamo davanti a noi spazi infiniti, migliaia di km quadrati di terra e la possibilità di decidere da che parte andare con l’unica limitazione auto imposta di rimanere a sud per ragioni climatiche.
Non eravamo equipaggiati con abbigliamento tecnico da motociclisti, niente tute o simili, giusto dei jeans, qualche maglione, magliette, anfibi e un giaccone.

Fort Lauderdale e’ stata la tappa inaugurale del viaggio, a sole 20 miglia a nord di Miami, troppo poco per abituarsi alla moto ma sufficiente per dimostrare di essere partiti.
Da qui ci siamo diretti a ovest verso Tampa sul golfo del Messico attraversando la Florida per il largo. Passando tra immense ed estese piantagioni di arance, non a caso questo e’ il frutto riportato sulla targa dello stato, coltivazioni dal profumo intenso e penetrante, Everglades, pascoli, fattorie e distese di campi e paesini come Okeechobee che sorge sulle sponde dell’omonimo lago, Sebring, Zolfo Spring.
Il panorama e’ piuttosto monotono, molto verde e rilassante ma pianeggiante senza sosta e senza interruzione, non una collina non una vallata a scuotere un po’ la vista, la terra ed a agitare la strada ma solo pianura a perdita d’occhio e un’umidità fastidiosa che saliva dal terreno e dalle numerose pozze d’acqua. Tampa sulla costa ovest della Florida si affaccia sul Golfo del Messico, per arrivarci da Bradenton si percorre un ponte molto lungo sospeso sulla Tampa Bay, che domina tutta la baia e da cui si gode di un paesaggio mozzafiato.

Dalla Florida alla Alabama sconfinando per un breve tratto in Georgia, il paesaggio e il clima non mutano di molto. Se la Florida e’ il paese delle arance la Georgia e’ quello delle pesche. Entrando in Alabama si attraversa la linea di cambio di fuso, si passa dall’Eastern Time Zone alla Central Time Zone, equivale a dire che si guadagna un’ora. La prima delle tre linee di cambio di fuso che si attraversano negli stati uniti viaggiando da costa Est a costa Ovest.

L’Alabama e’ detta la bella, mossa da dolci colline con splendide e verdi foreste interrotte da distese di terra rossa argillosa a fare da contrasto, una tavolozza di verde brillante mischiato a colori caldi e intensi. Un’odore dolciastro e zuccheroso intrideva e saturava l’aria. La strada si snodava dolcemente ed era resa più interessante da curve e continui saliscendi. Poi il Mississipi, la Luisiana e la prima e significativa sosta di tre giorni a New Orleans. Da percorrere la strada U.S. Route 90, molto bella, che attraversa la Mobile Bay e lungo il mare e le beaches, passando da Ocean Springs, Biloxi porta al suggestivo ponte tra Pass Christian e Bay St.Louis, prima di New Orleans.
New Orleans è una splendida cittadina carica di fascino, di storia, cultura e tradizioni, come il famoso Mardì Gras il carnevale che si festeggia con cortei che si snodano tra le stradine del French Quarter il rinomato quartiere di locali, musicisti e baldoria frequentato tutta la notte da turisti e non. Il centro della vita notturna della città e del paese.

Un paio di serate ad ascoltare incantati il jazz da musicisti ambulanti o in locali nel quartiere francese, un giro in battello sul Mississipi, una visita ad Algiers il quartiere storico di New Orleans considerato luogo di nascita del Jazz e ai luoghi più significativi della città pervasi da un’atmosfera carica di mistero e magia prima di rimetterci di nuovo in sella per proseguire il viaggio. Immancabile e imperdibile una squisita zuppa Gumbo a base di gamberi in salsa Cajun, tipica della cucina tradizionale della Louisiana simile alla cucina creola.
La moto si stava abituando a noi e a nostri ritmi di viaggio e noi a lei. Mediamente i nostri tratti giornalieri non superavano le 200/230 miglia con velocita’ di punta non superiori a 60 miglia orarie, con due o tre soste per bere, mangiare fare benzina. Ai margini delle strade, sia farm road (stradine di campagna o di palude), sia statali, sia strade provinciali o di montagna si trovano sempre anche sperdute nel nulla a miglia e miglia dal piu’ piccolo ed emarginato centro abitato o nucleo di case, delle stazioni di servizio e di sosta.

Appannaggio dei viaggiatori. Considerate delle vere e proprie mecche. Queste oasi di ristoro, offrono cibarie varie, hot dogs, bastoncini di carne secca, merendine al burro di arachidi, medicinali generici, caffe’ americano aromatizzato in bicchieri che vanno dal quarto di litro al litro, acqua erogata gratuitamente da distributori automatici. Un paio di pompe di benzina per fare rifornimento, bagni e un paio di tavoli e sedie utili per distendersi e distendere e consultare le cartine.

Baton Rouge – Capital City (Luisiana) 
Baton Rouge – Capital City (Luisiana)
Una rapida visita a Baton Rouge le deludente e grigia capital city della Luisiana,costeggiando il maestoso Mississippi, prima di immergerci nelle paludi. Tra la Luisiana e il Texas, lungo la costa si estende una vasta zona paludosa originata sia dal delta del Mississippi e di altri fiumi sia dal mare, attraversata da stradine che si snodano e si perdono al suo interno.

[nextpage title=”Texas & New Mexico”]
Passando da uno stato all’altro è interessante notare come ci siano delle differenze nelle norme della circolazione della moto. In Florida è facoltativo l’uso del casco, non c’e’ obbligatorieta’ per l’assicurazione sulla responsabilita’ civile ma è obbligatorio l’uso di protezioni per gli occhi. Anche in Texas in Nevada, in Arizona e in California è facoltativo l’uso del casco ma obbligatoria la protezione per gli occhi. Resta facoltativa ovunque l’assicurazione sulla responsabilità civile. Noi viaggiavamo comunque sia con il casco che con le protezioni per gli occhi, per maggiore prudenza e sicurezza.




















































































Old Wild West




































New Orleans

[nextpage title=”Coast to Coast in pillole”]
Coast to Coast in pillole
Periodo: metà febbraio / metà aprile
Partenza: Miami, Florida costa est Stati Uniti, Oceano Atlantico
Arrivo: San Diego, California costa ovest Stati Uniti, Oceano Pacifico
Stati attraversati: 12, Florida, Georgia, Alabama, Mississipi, Louisiana, Texas, New Messico, Colorado, Utah, Arizona, Nevada, California
Parchi Nazionali visitati: 8, Big Bend National Park, Joshua Tree National Park, Death Valley National Park , Grand Canyon, Monument Valley, Petrified Forest, Saguaro, Sequoia, Mesa Verde,
Luoghi di interesse: Tanti, tra i quali Bandelier National Monument, White Sands National Monument, Four Corners Monument, Mexican Hat, Valley of the Gods, Tonto National Forest, Hoover Dam,
Fusi orari attraversati: 3, partiti da Eastern standard time (EST) poi Central standard time (CST) poi Mountain standard time (MST) infine Pacific standard time (PST)
Km. percorsi: 16.000 su e giù per i vari stati
Durata Coast to Coast: 52 gg. (90 gg. complessivi negli Stati Uniti)
Moto utilizzata: Honda Shadow 600
Costo Moto: 3100 $ (moto rebuilt acquistata da Moto Connection a Miami)
Costo Viaggio: 50 $ a testa al giorno (mangiare, dormire in camera doppia, carburante moto, parchi, attrazioni e souvenir)
Ricavo vendita moto: 1900 $ (venduta in fretta a Los Angeles a un meccanico, non avevamo tempo per cercare acquirente migliore)
Documenti: Passaporto ottico rinnovato, Visto Turistico di 90 gg. (ESTA), Biglietto di ritorno, Patente nazionale in corso di validità, Patente internazionale (richiesta in alcuni stati). Per maggiori informazioni ViaggiareSicuri e Ministero Trasporti
Assicurazioni: Europe Assistance per 3 mesi con massimali alti e coperture varie, Assicurazione veicolo. Per maggiori informazioni ViaggiareSicuri
Viaggiatori: 2, Paolo il Motociclista (2 giri del mondo in moto e tanti tantissimi km. su e giù per Americhe, Asia, Africa, Europa) Isotta la routier e fotografa (tanti km. con tanti mezzi di trasporto e con tanto “trasporto”)



















































































